Roaming UE 2026: più giga, ma cosa cambia davvero per i consumatori?

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Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore nuove regole sul roaming all’interno dell’Unione Europea. Molti articoli titolano che “usare il cellulare in Europa sarà meno costoso” e che “aumentano i giga disponibili all’estero”. Ma quanto è reale questo vantaggio? E cosa cambia concretamente per chi viaggia?

Roaming “come a casa”: non è una novità del 2026

Il principio del roam like at home – cioè usare il telefono in altri Paesi UE alle stesse condizioni del proprio piano nazionale – esiste dal 2017, quando sono stati eliminati i sovrapprezzi al dettaglio per il roaming, entro certi limiti di utilizzo “corretto” (fair use).

Nel 2022 è arrivato il Regolamento (UE) 2022/612, che ha prorogato questo sistema fino al 2032 e ha stabilito una discesa graduale dei tetti all’ingrosso, cioè di quanto gli operatori si fanno pagare tra loro per i giga usati in roaming. Le novità del 2026 non sono quindi una decisione improvvisa, ma uno degli “scalini” già previsti da quel regolamento.

Cosa cambia dal 1° gennaio 2026

Dal 2026 il tetto massimo all’ingrosso per i dati scende da 1,30 €/GB a 1,10 €/GB (IVA esclusa). Nel 2027 scenderà a 1,00 €/GB. Su questo si basa la formula di fair use che stabilisce quanti giga minimi un operatore deve includere in roaming:

giga minimi in roaming = 2 × (canone mensile, IVA esclusa / tetto all’ingrosso per GB)

Se, per esempio, un’offerta costa 10 euro al mese (IVA esclusa), con tetto a 1,10 €/GB l’utente ha diritto a circa 18 giga utilizzabili in UE come soglia di uso corretto, più di quanti ne aveva con il tetto precedente.

Questo significa che:

  • per le offerte che oggi sono vicine al minimo legale, dal 2026 i giga disponibili in roaming devono aumentare;
  • per le offerte che già oggi includono più giga del minimo, l’operatore non è obbligato ad aumentare ancora: rispetta già la soglia regolatoria.

Quindi il beneficio è reale, ma non è uguale per tutti e non coincide automaticamente con “più giga per chiunque”.

Paesi inclusi, Paesi esclusi

Un’altra novità riguarda la mappa del roaming UE:

  • dal 2026 Ucraina e Moldavia rientrano nell’area “come a casa”, con possibilità di usare le offerte nazionali (sempre entro i limiti di fair use);
  • il Regno Unito è ormai fuori dal quadro UE e il trattamento del roaming dipende dalle politiche di ciascun operatore;
  • la Svizzera resta un caso particolare: alcuni operatori la includono, altri no, con condizioni spesso molto diverse.

Anche su questo punto, quindi, le tutele non sono omogenee e richiedono sempre un controllo delle condizioni previste dalla propria compagnia.

Il limite degli slogan: “puoi usare il cellulare in UE come se fossi nel tuo paese”

Per anni il messaggio istituzionale è stato: “ora puoi viaggiare in UE usando la tua tariffa nazionale”. In realtà, fin dall’inizio, il quadro è più articolato:

  • esistono limiti di fair use: se il consumo in roaming è eccessivo o la SIM viene usata quasi solo all’estero, possono scattare sovrapprezzi;
  • gli operatori possono chiedere deroghe per motivi di sostenibilità economica;
  • l’uso del roaming non sostituisce una vera concorrenza transfrontaliera tra offerte nazionali: la SIM resta legata al Paese dove è stata sottoscritta.

Se oggi si annuncia che dal 2026 arriveranno “nuovi vantaggi”, questo mostra anche che la promessa iniziale di un roaming totalmente “come a casa” era, almeno in parte, semplificata.

Cosa può fare concretamente chi viaggia

Al di là della narrazione, per chi si sposta in altri Paesi UE (e associati) restano alcuni controlli pratici utili:

  • verificare quanti giga in roaming sono realmente inclusi nell’offerta, a partire dalle condizioni aggiornate dal 2026;
  • controllare in quali Paesi il roaming “come a casa” è applicato (e se Ucraina/Moldavia sono già incluse dal proprio operatore);
  • fare attenzione a SMS e notifiche su soglie di fair use e possibili sovrapprezzi;
  • confrontare periodicamente le offerte, soprattutto per chi viaggia spesso per lavoro o studio.

Il commento di Associazione Consumatori ACP

Per Associazione Consumatori ACP le novità sul roaming a partire dal 2026 rappresentano un miglioramento sul piano tecnico – più giga minimi garantiti e ampliamento dell’area coperta – ma il modo in cui vengono comunicate rischia di essere fuorviante.

Non è corretto far passare l’idea che “da gennaio usare il cellulare in Europa sarà automaticamente più economico per tutti”: il regolamento riduce i costi all’ingrosso e innalza i minimi di fair use, ma la traduzione in vantaggi concreti dipende dalle scelte commerciali dei singoli operatori.

Inoltre, come spesso accade per le politiche di concorrenza e liberalizzazioni, sfruttare davvero questi potenziali benefici richiede tempo, attenzione e competenze: confrontare le offerte, capire le nuove condizioni, aggiornarsi a ogni modifica. La maggior parte dei consumatori non ha né il tempo né la voglia – e spesso nemmeno gli strumenti – per seguire in dettaglio ogni cambiamento, anche quando sulla carta è a suo favore.

ACP invita quindi i cittadini a non fermarsi ai titoli celebrativi, a leggere con attenzione le condizioni del proprio contratto dal 2026 e a segnalare eventuali addebiti inattesi o informazioni poco chiare agli sportelli di tutela.

Solo con informazioni complete e verificabili il consumatore può capire se le “buone notizie” annunciate si traducono davvero in diritti effettivi, o restano soltanto nella comunicazione.

 

Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno.
fonte: consumatoritalia.it

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