I prezzi di benzina e diesel iniziano a scendere dopo le settimane di forti rincari, ma per gli automobilisti il quadro resta in evoluzione. Oggi, 30 settembre 2026, gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano un prezzo medio self service sulla rete stradale nazionale di 2,111 euro al litro per la benzina e 2,316 euro per il gasolio. In autostrada i valori sono rispettivamente di 2,138 e 2,345 euro al litro.
La novità più evidente delle ultime ore riguarda però la concorrenza tra le principali reti di distribuzione. Eni, IP e Q8 stanno applicando, con modalità differenti, iniziative per contenere il prezzo alla pompa. Nei distributori interessati il prezzo può scendere fino a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel, creando una differenza significativa rispetto alle medie nazionali.
Per chi deve fare rifornimento, quindi, la differenza tra un distributore e l’altro può essere particolarmente rilevante. Non è sufficiente guardare soltanto al marchio: le condizioni possono variare anche all’interno della stessa rete e il prezzo effettivamente applicato deve essere verificato presso il singolo impianto.
Da domani, 1° ottobre, anche Q8 entrerà nella fase operativa del proprio intervento sui prezzi. La società ha annunciato un price cap per benzina e gasolio, ma non un unico prezzo massimo nazionale valido per tutti i distributori della rete. L’applicazione sarà modulare e questo significa che il consumatore dovrà verificare il prezzo esposto presso il singolo impianto.
Nel frattempo continua a produrre effetti la riduzione temporanea dell’accisa sul gasolio. Il decreto-legge 17 settembre 2026 ha fissato l’aliquota a 622,90 euro per mille litri dal 26 settembre al 5 ottobre. La misura ha quindi una scadenza precisa e non va confusa con le iniziative commerciali adottate dalle compagnie petrolifere.
Il passaggio successivo sarà quello del 6 ottobre. Dal giorno successivo alla scadenza della riduzione temporanea dell’accisa sul diesel entra infatti in gioco il meccanismo delle cosiddette accise mobili, previsto dalla normativa vigente. Per gli automobilisti sarà quindi importante seguire l’evoluzione dei prezzi alla pompa e gli eventuali nuovi provvedimenti che potrebbero intervenire sul costo dei carburanti.
La situazione attuale presenta comunque un elemento favorevole per chi deve rifornire l’auto: negli ultimi giorni il prezzo medio è diminuito. Secondo i dati diffusi oggi dal Mimit, in tre giorni il prezzo medio in autostrada è sceso di 11,4 centesimi al litro per il gasolio e di 11,6 centesimi per la benzina. Su un rifornimento da 50 litri significa una riduzione di circa 5,70 euro per il diesel e 5,80 euro per la benzina.
Anche sulla rete ordinaria i prezzi sono in diminuzione, sebbene in misura più contenuta. Per il consumatore questo rende ancora più importante confrontare i prezzi prima di fermarsi a fare rifornimento, soprattutto in una fase nella quale le iniziative delle diverse compagnie non sono uniformi.
Un altro elemento da considerare è la differenza tra rete ordinaria e autostrade. I dati di oggi mostrano che il prezzo medio resta più elevato sulla rete autostradale, sia per la benzina sia per il diesel. Quando è possibile programmare il rifornimento, quindi, controllare preventivamente i prezzi dei distributori può consentire di ridurre la spesa.
Per fare un esempio concreto, acquistare 50 litri presso un impianto che applica 1,99 euro al litro significa spendere 99,50 euro. Con un prezzo di 2,111 euro al litro, la stessa quantità costa 105,55 euro: una differenza di 6,05 euro per un solo pieno. Nel caso del diesel, 50 litri a 2,19 euro costano 109,50 euro, contro 115,80 euro al prezzo medio nazionale di oggi, con una differenza di 6,30 euro.
Questi confronti non significano che ogni automobilista possa trovare necessariamente quei prezzi nella propria zona: il price cap non è applicato nello stesso modo a tutti gli impianti e i prezzi possono cambiare quotidianamente. Per questo è sempre necessario verificare il prezzo effettivamente esposto prima del rifornimento.
Per i consumatori, dunque, i prossimi giorni saranno importanti soprattutto per due motivi: da una parte la progressiva estensione delle iniziative di contenimento dei prezzi da parte delle compagnie, dall’altra il passaggio del 5-6 ottobre, quando terminerà l’attuale riduzione temporanea dell’accisa sul gasolio e si entrerà nella nuova fase prevista dal decreto.
In un mercato caratterizzato da variazioni quotidiane, il consiglio più semplice resta quello di confrontare i prezzi prima di fare rifornimento, prestando attenzione alla modalità self service e distinguendo i prezzi della rete ordinaria da quelli autostradali. Anche pochi centesimi al litro, su più pieni nell’arco di un mese, possono tradursi in una differenza significativa sulla spesa familiare.
Fonti: Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Osservatorio sui prezzi dei carburanti; Decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162; Gazzetta Ufficiale; Sky TG24; ANSA.