È finito sotto la lente il sistema Tutor 3.0 installato lungo l’autostrada A16 Napoli-Canosa, nel tratto compreso tra Baiano, Monteforte Irpino e Avellino Ovest. A chiedere chiarimenti è Rete Sociale Attiva – APS, associazione nazionale dei consumatori, che ha sollecitato verifiche sulla regolarità dell’installazione e sull’utilizzo del dispositivo per il rilevamento della velocità media.
L’iniziativa prende le mosse dalle segnalazioni di diversi automobilisti che avrebbero ricevuto verbali per presunte violazioni dei limiti di velocità rilevate dal Tutor. L’istanza, presentata il 2 settembre 2026 e sottoscritta dal segretario generale dell’associazione, avvocato Almerigo Pantalone, è stata indirizzata ad Autostrade per l’Italia e agli organismi della Polizia Stradale competenti per il territorio.
Nel dettaglio, l’attenzione è rivolta al tratto in direzione Est compreso tra il chilometro 36+050 e il chilometro 40+000 e, nella direzione opposta, al segmento tra il chilometro 36+050 e il chilometro 27+650.
Tra i principali interrogativi sollevati dall’associazione c’è quello relativo all’omologazione e all’approvazione del Tutor 3.0 utilizzato sulla A16. Rete Sociale Attiva chiede di conoscere gli estremi degli eventuali provvedimenti autorizzativi, oltre alla versione hardware e software del sistema installato e all’eventuale titolo che ne consenta espressamente l’impiego per la misurazione della velocità media ai fini dell’accertamento delle violazioni previste dal Codice della Strada.
La richiesta riguarda anche gli atti amministrativi collegati all’installazione e all’utilizzo delle apparecchiature, compresi eventuali decreti, nulla osta e accordi tra il gestore autostradale e gli organi di polizia.
Un secondo aspetto riguarda la taratura e le verifiche periodiche. L’associazione chiede di conoscere quando siano state effettuate le ultime verifiche, da quale soggetto, con quali certificazioni e secondo quale periodicità. Viene inoltre richiesto di accertare lo stato dei dispositivi nelle date in cui sarebbero state registrate le infrazioni, con particolare riferimento all’8 giugno 2026.
Nel mirino finiscono anche eventuali interventi di manutenzione, sostituzioni di componenti e aggiornamenti software o firmware che possano avere interessato le apparecchiature.
Particolare attenzione viene riservata al limite di 80 chilometri orari indicato in alcune contestazioni. Rete Sociale Attiva chiede di sapere quale provvedimento abbia introdotto tale limite, da quando sia entrato in vigore, per quanto tempo sia rimasto valido e quale autorità lo abbia stabilito.
L’associazione vuole inoltre verificare la presenza e la corretta collocazione della segnaletica relativa al limite, chiedendo se gli 80 km/h fossero stati stabiliti in relazione a lavori, condizioni della carreggiata, cantieri o specifiche esigenze di sicurezza e se gli automobilisti fossero stati adeguatamente informati prima dell’ingresso nel tratto sottoposto al controllo.
Le richieste si estendono agli aspetti tecnici del sistema. Tra gli elementi che Rete Sociale Attiva intende acquisire figurano la distanza ufficiale tra i portali utilizzati per il calcolo della velocità media, le modalità di sincronizzazione degli apparati, le procedure adottate per assicurare l’affidabilità delle rilevazioni e i margini di tolleranza applicati.
L’associazione ha inoltre chiesto copia della documentazione relativa alla conformità e alla taratura degli apparecchi, dei verbali di verifica, dei report sul funzionamento, degli interventi di manutenzione e degli aggiornamenti software e firmware effettuati nel periodo interessato dalle contestazioni.
L’obiettivo dichiarato è verificare che, nelle giornate in cui sono state rilevate le presunte infrazioni, i dispositivi fossero regolarmente autorizzati e installati, correttamente funzionanti e sottoposti alle verifiche e alle tarature previste.
Rete Sociale Attiva sottolinea che l’iniziativa nasce con l’intento di tutelare gli automobilisti destinatari dei verbali e favorire la massima trasparenza sulla gestione del sistema di controllo. L’associazione si riserva, una volta acquisita ed esaminata la documentazione, di valutare eventuali ulteriori iniziative o segnalazioni alle autorità competenti qualora emergessero elementi meritevoli di approfondimento.
Al momento, tuttavia, la richiesta di accesso e verifica non equivale all’accertamento di irregolarità del Tutor né comporta automaticamente l’annullamento delle multe. Eventuali profili di illegittimità dovranno essere valutati sulla base della documentazione che sarà acquisita e delle verifiche tecniche e amministrative effettuate.
Fonte: Binews.it